Trinitapoli

La presenza dei Cappuccini a Trinitapoli, denominata Casaltrinità fino al 1863, risale già al XVIII secolo. In quel periodo i frati risiedevano in un ospizio che dipendeva dal convento di Barletta e vi rimasero fino alla soppressione degli ordini religiosi del 1861.
Dopo alcuni decenni di assenza, i Cappuccini fecero ritorno a Trinitapoli nel 1903, grazie alla donazione di un terreno destinato alla costruzione di un nuovo convento, intitolato a San Francesco d'Assisi. La cerimonia di posa della prima pietra si svolse il 25 marzo dello stesso anno. Nel 1909 il convento iniziò a ospitare il professorio, destinato alla formazione dei giovani frati che frequentavano il ginnasio.
Nel 1910, su richiesta del sindaco, il convento venne temporaneamente utilizzato per accogliere le persone colpite dal colera; in quell'occasione i frati trovarono sistemazione presso un'abitazione privata. Alcuni anni più tardi, tra il 1917 e il 1919, la struttura fu nuovamente destinata a un servizio di carattere sociale, offrendo ospitalità ai profughi costretti a lasciare le proprie case durante la Prima guerra mondiale.
La costruzione della nuova chiesa dedicata a San Francesco d'Assisi ebbe inizio il 13 maggio 1934, con la posa della prima pietra. I lavori si conclusero nel luglio del 1958. La chiesa venne quindi dedicata all'Immacolata e, il 15 maggio 1966, fu elevata a parrocchia.
All'interno e negli spazi della chiesa si conservano alcune opere artistiche di particolare interesse. Tra queste vi è una statua di San Francesco realizzata in cartapesta nel 1965 da Pietro Indino, artista originario di Lecce. È inoltre presente un altorilievo in pietra raffigurante Santa Rita, realizzato nella seconda metà del XX secolo dall'artista barese Adolfo Rollo. Completa il patrimonio artistico un bassorilievo dedicato all'Incoronazione della Beata Vergine Maria, eseguito nel 1989 dallo scultore abruzzese Giuseppe Di Pillo.