Montescaglioso (MT)

Il convento fu costruito nel 1608 e venne dedicato a "Sant'Antonio Lusitano". A partire dal 1613 vi si insediò una comunità di frati, mentre la chiesa, consacrata a San Francesco d'Assisi, sembra essere stata aperta al culto già nel 1612. Nel corso dei secoli il complesso assunse un ruolo di particolare rilievo, tanto da essere considerato uno dei conventi più importanti della Terra d'Otranto. La struttura fu utilizzata anche come sede della curia provinciale e, nel 1811, accolse lo studentato.
La soppressione degli ordini religiosi del 1861 comportò l'allontanamento dei Cappuccini, che abbandonarono definitivamente il convento il 28 marzo 1865. L'anno successivo l'edificio passò al Comune, che lo destinò dapprima all'accoglienza dei mendicanti e successivamente a uso di macello. La presenza religiosa, tuttavia, non venne completamente meno: due frati continuarono a vivere in un piccolo ambiente della sacrestia, occupandosi delle celebrazioni e mantenendo attivo il culto nella chiesa.
Una svolta si ebbe il 2 maggio 1886, quando i frati ottennero dal Comune l'utilizzo in affitto di una parte significativa del convento. Ciò consentì di ricostituire gradualmente la comunità cappuccina. Il 28 novembre 1905 il complesso passò dalla provincia cappuccina di Otranto a quella di Bari. Nel 1907, infine, i Cappuccini tornarono in possesso del convento acquistandolo nuovamente.
Negli anni successivi la struttura svolse nuovamente importanti funzioni nella formazione religiosa: fino al 1938 ospitò il noviziato, mentre tra il 1939 e il 1942 fu sede dello studio di teologia e, dal 1943 al 1949, di quello di filosofia.
La chiesa è caratterizzata da un impianto formato da una navata principale e da una navata secondaria sul lato sinistro. Lungo la parete destra della navata maggiore si aprono una successione di archi, che in origine delimitavano altari e cappelle. Al suo interno si conservano diverse opere d'arte, tra cui la tela dell'Immacolata con San Francesco e San Girolamo, dipinta da Tommaso Martella nella seconda metà del XVII secolo, e quella raffigurante San Michele Arcangelo, appartenente allo stesso periodo e realizzata da un artista rimasto anonimo.
Nella navata laterale è collocato anche il sepolcro della famiglia Grillo, legata alla storia della costruzione del convento per il contributo offerto alla sua realizzazione. All'esterno, la facciata si presenta sobria e lineare ed è impreziosita da una nicchia contenente la statua dell'Immacolata. A completare l'insieme architettonico si trova un caratteristico campanile in tufo, concluso da una cuspide.